Cinisi

Il paese in cui visse Peppino Impastato, giovane attivista che si ribellò alla mafia fuori e dentro casa sua, e che fu per questo assassinato nel 1978. A lui è dedicato il bellissimo film ''I Cento Passi''.

Peppino proveniva da una famiglia mafiosa: il padre era infatti un uomo d’onore ed era molto vicino al boss di Cinisi, l’allora potentissimo Gaetano Badalamenti. Ben presto, Peppino comincia a manifestare il suo animo ribelle e a rifiutare i codici culturali mafiosi, entrando in conflitto con il padre. Militante di sinistra, denuncia pubblicamente le speculazioni affaristiche della mafia, lo scempio del territorio e gli intrallazzi con la politica, prima dalle fila di un giornale e poi dalle frequenze di una radio libera, Radio Aut. La musica, la creatività, la cultura giovanile, l’ironia con cui sbeffeggia i mafiosi sono le sue armi. Il 9 maggio viene ucciso per ordine di Tano Badalamenti.

A “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” sono esposte fotografie e cimeli di Peppino, ma come ci tiene a sottolineare il fratello Giovanni, non si tratta di un museo, bensì di un luogo aperto alla gente, a chiunque volesse conoscere, approfondire, ricordare.

Il film di Marco Tullio Giordana, "I Cento Passi", ha recentemente riproposto l'immagine di Peppino su scala nazionale e internazionale, rendendola un'icona particolarmente cara ai giovani. Il titolo fa riferimento all'effettiva vicinanza fra la casa del giovane attivista e quella del suo carnefice. Oggi la casa Badalamenti è un bene confiscato e affidato alle associazioni dei familiari e degli ex compagni di Peppino.

La piazza Municipio chiude scenograficamente il corso principale del paese. Ne costituisce il fondale la facciata dell'ex Palazzo dei Benedettini (oggi sede del Comune), che con i suoi colori chiari ricorda curiosamente lo stile coloniale latinoamericano. Su questa piazza, Peppino organizzava sit-in, proteste e azioni di controinformazione. Ogni anno qui viene montato il palco in occasione del concerto del 9 maggio, giorno dell’anniversario dell’uccisione di Peppino.

A poca distanza dalle piste dell’aeroporto di Palermo si trova il luogo in cui fu ucciso Peppino Impastato. Tramortito con una pietra in un casolare disabitato, fu legato ai binari della ferrovia e fatto saltare in aria col tritolo, per far credere che stesse organizzando un attentato terroristico contro il treno.

Sulla costruzione dell'aeroporto di Palermo, iniziata nel 1960, ha speculato proprio il boss di Cinisi. Allora era così potente da influenzare la scelta del sito in cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo scalo aereo. Badalamenti infatti trafficava eroina, facendola raffinare nel suo territorio e poi imbarcandola sui voli che collegavano costantemente la Sicilia agli Stati Uniti, dove veniva smerciata alle famiglie d’oltreoceano. 
A lungo “Punta Raisi”, l'aeroporto è oggi denominato "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" in onore dei due giudici antimafia uccisi nel 1992.

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