Ficuzza

Completamente immerso nel bosco sorge il paese di Ficuzza, qualche decina di abitanti e poche case strette intorno alla maestosa “Real Casina di Caccia” borbonica.

Nel 1798 Ferdinando I di Borbone, in fuga da Napoli a causa dell’avanzata napoleonica, stabilì provvisoriamente in Sicilia la sua residenza. Appassionato di caccia, si fece costruire nel cuore della Ficuzza, ricca di selvaggina, una grandiosa tenuta destinata ad accogliere sé e la propria corte. La bellissima facciata, incorniciata dalle pareti a strapiombo della Rocca Busambra, è in quarzarenite, una pietra di colore rossiccio che si accende alla luce del tramonto.

Con i suoi 1613 metri, Rocca Busambra è il rilievo più alto della Sicilia occidentale. Si presenta come un bastione maestoso, dalle pareti verticali e frastagliate, ammantate di verde.

Il Bosco di Ficuzza è uno degli ultimi residui della foresta originaria che un tempo ammantava la Sicilia. Lecci, querce da sughero, roverelle e un fitto sottobosco sono l’habitat naturale di una ricca fauna, fra cui spicca il cinghiale. Fino agli anni Cinquanta un treno della linea Palermo-San Carlo si inoltrava nel fitto della vegetazione, seguendo un sinuoso tracciato oggi riconvertito in pista ciclabile. Percorrendolo, non potranno sfuggire i resti dell’antica ferrovia: ponti, gallerie, muri di contenimento e i serbatoi per l’acqua, indispensabili per la locomotiva a vapore.

A Ficuzza si trova anche il Centro per il recupero della fauna selvatica. Gestito dalla Lipu, è un vero e proprio ospedale per uccelli rapaci. Aquile, falchi, gufi, barbagianni, spesso feriti dai bracconieri, qui vengono salvati, curati e poi rimessi in libertà.

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    • su richiesta