Paolini-Cassiano, ITC di Imola

Quando in viaggio di istruzione si impara anche più che a scuola...

Due classi dell’Istituto Paolini, la quarta e la quinta G Sistemi informativi aziendali, sono appena tornate da un viaggio di istruzione che lascerà tracce profonde nella memoria di tutti quelli che vi hanno preso parte. Il viaggio è stato organizzato dalla cooperativa sociale Addiopizzo Travel che ha presentato il tour con queste parole: 

Nel 1693 un terribile terremoto devastò la Sicilia sudorientale, radendo al suolo o danneggiando gravemente città e paesi. Ma la popolazione non si diede per vinta e, grazie a un’amministrazione illuminata, si diede da fare per la ricostruzione. Così, da quell’evento tragico, le città rinascevano più belle di prima nelle forme eleganti e sinuose del tardo barocco siciliano che oggi sono parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.  Allo stesso modo, la strada della “rinascita dalle macerie” della società viene oggi indicata da esperienze di rinnovamento, resistenza, solidarietà su cui si impegnano quotidianamente uomini e donne, sacerdoti e laici, siciliani e migranti.  

La cooperativa sociale Addiopizzo Travel si avvale esclusivamente di hotel, ristoranti, servizi di autotrasporto che abbiano manifestato la propria estraneità alla mafia ed il rifiuto di pagare il pizzo. Quindi si può parlare di un viaggio di istruzione socialmente sostenibile. Abbiamo scelto l’itinerario di Val di Noto perché si tratta della zona più bella dal punto di vista artistico e paesaggistico dell’isola e abbiamo pensato che di luoghi carichi di storia e di bellezze è più facile innamorarsi e dall’amore può facilmente nascere il desiderio di prendersi cura e difendere il bene.

Accompagnati dal mediatore culturale Mauro Chiummo e dalla guida turistica Sabine, abbiamo visitato i centri storici di Catania, Siracusa, il castello Donnafugata, Ragusa, Modica, Scicli e Noto, sfruttando il tempo degli spostamenti in bus per ascoltare le testimonianze di Mauro che, bravissimo, è riuscito ad alleggerire temi tanto drammatici con la sua verve. 
 
Ci ha particolarmente colpito la testimonianza del sacerdote Beniamino Sacco, parroco della chiesa Spirito Santo di Vittoria, così impegnato nella sua missione pastorale di assistenza ed accoglienza di tutti gli uomini, donne e bambini che gli chiedono aiuto, che è stato minacciato di morte dalla mafia, come don Puglisi, di cui era amico.

Il contrasto tra la splendida bellezza dei centri storici e la devastante bruttezza delle periferie create dalla speculazione edilizia che ha arricchito la mafia collusa con il potere politico e, troppo spesso, accettata anche dalla Chiesa, è l’emblema di come si degrada una società quando il crimine prende il posto dello Stato. Incontrare delle persone che hanno scelto di non abbandonare la propria terra perché vogliono fortemente che diventi quel paradiso che potrebbe essere, ci fa sentire orgogliosi del nostro Paese, nonostante tutto.