Le 5 pizzerie “pizzo-free” dove devi assolutamente andare!

La pizza non è una semplice pietanza, ma è un collante universale, un cibo che qualsiasi paese, di qualsiasi cultura, conosce ed ama. Si presta a tutte le combinazioni, è versatile e gustosa in tutte le salse, è un piatto semplice, ma completo, oggi simbolo mondiale dell’italianità nel mondo. Nel 2017 la pizza napoletana viene riconosciuta come patrimonio dell’umanità Unesco. Come afferma Jacques Attali, economista, saggista e banchiere francese: "se c’è un piatto universale, quello non è l’hamburger bensì la pizza, perché si limita a una base comune – l’impasto – sul quale ciascuno può disporre, organizzare ed esprimere la sua differenza". Anche i siciliani non sono da meno, annoverandosi fra i migliori pizzaioli al livello mondiale, dando un loro contributo originale, come lo sfincione palermitano, la scacciata catanese o u pituni missinisi, e utilizzando, nella preparazione dell’impasto della pizza classica, farine diverse da quella bianca, l’unica prevista nella pizza napoletana, ed ingredienti tipici dell’Isola, come acciughe sotto sale, capperi, cipolle e olive. D’altronde, le pizzerie a Palermo sono davvero tantissime! Quando si tratta di cibo, siamo sempre fra i primi in classifica e ci contraddistinguiamo per il nostro gusto impeccabile. Ma qui, vi riportiamo 5 pizzerie dal sapore davvero unico, un sapore tutto “pizzo-free”!

Se siete a Palermo e avete voglia di una pizza lasciatevi quindi guidare da noi.
Iniziamo col proporvi la pizzeria Il Mirto e la rosa, in via Principe Granatelli, 30. Qui, tra i nomi dei pittori più celebri al mondo, si trovano ricette di pizze davvero strabilianti, dagli ingredienti biologici e ricercati, come se fossero state davvero create dagli artisti di cui portano il nome. Questo perché a “Il mirto e la rosa”, la cucina si fa arte, un’arte “sociale”, in grado di soddisfare bisogni di ogni tipo, che non esclude nessuno, ma include qualsiasi possibilità, coniugando tradizione e creatività, proponendo un menù molto variegato, dedicato esclusivamente ai celiaci, o d’impostazione vegetariana e vegana, ma anche di pesce e di carne, fino ad “addolcire” con una selezione di prelibati dessert anche i palati più esigenti. Propone una cucina semplice e raffinata, che riflette l’ambiente del delizioso locale in cui si trova, rustico ed elegante allo stesso tempo, a pochi minuti dal centro storico, precisamente in via Principe Granatelli, in una delle zone più belle di Palermo.
Proseguiamo con l’ Archestrato di Gela, che si trova in via Emanuele Notarbartolo, 2/F.“Da Archestrato di Gela,  poeta siceliota del 330 a.C. circa, trae il suo nome l’accogliente ristorante-pizzeria, che, con uno sguardo rivolto al passato, nella ricchezza dei suoi insegnamenti, e uno verso il futuro, propone pizze, dall’impasto fatto di farine antiche, come i grani duri siciliani macinati a pietra, a lievitazione naturale, nel rispetto della ricetta della pizza napoletana, conferendogli, però, un tocco tutto siciliano. Come il poeta di cui prende il nome, cultore dell'arte del piacere, che compì lunghi viaggi alla scoperta delle migliori vivande e dei vini più pregiati, l’Archestrato di Gela è alla continua ricerca di nuove combinazioni di sapori, rifacendosi sempre a quel patrimonio gastronomico peculiare della Sicilia, che, con tutte le sue dominazioni, racchiude in sé molte tradizioni culinarie”.
Continuiamo il nostro elenco con la magnifica Villa Costanza , in via Pietro Bonanno, 42.  In una location davvero speciale, ai piedi dell’imponente Monte Pellegrino, immersa in un’atmosfera romanticamente suggestiva, si trova Villa Costanza. Tra menù a filiera corta e prodotti provenienti dai presidi Slow Food, come il formaggio piacentino ennese allo zafferano e al pepe nero, la Cinisara, il suino nero dei Nebrodi e il miele di ape nera sicula, Villa Costanza si annovera fra i ristoranti più ricercati della città. Anche alla pizza viene dedicata un’attenzione particolare, facendo lievitare l’impasto in 48 h, utilizzando lievito madre e farine antiche, quali la farina di  grano duro Biancolilla bio di San Cataldo, il grano (100%) di Tumminia burrattato su pietra o la farina di Carruba, condendo il tutto con ingredienti nostrani di alta qualità, come la prelibata “vastedda” di pecora del Belice. Inoltre, propone anche una rassegna di pizze vegane davvero singolari, che, anche i carnivori più incalliti, avrebbero voglia di gustare almeno una volta.  
In seguito, troviamo Spinno, in via Marche, 12/14. Questo nome molto simpatico e originale ha origine dalla voglia irrefrenabile di cibo, che accomuna tutti i siciliani, lo “spinno” per l’appunto. È da questo desiderio trasversale, che prende vita il progetto “Spinno”, bistrot, ristorante e pizzeria, che fa del momento del pasto un momento di relax, di piacere e di condivisione, da gustare in modo creativo e intelligente, nel rispetto del proprio corpo e dell’ambiente. Per questo motivo, la stagionalità dei prodotti diventa un elemento imprescindibile, su cui si orientano i menù proposti, che variano in base a quello che la natura offre spontaneamente e che vanno incontro a qualsiasi esigenza del cliente. Troviamo, anche qui, proposte per celiaci, vegani e vegetariani. Anche le pizze seguono il ritmo delle stagioni, infatti, ci sono quelle invernali e quelle estive, ma entrambe sono accomunate da un impasto di qualità, composto al 50% di farina di tumminia integrale siciliana molita a pietra, al 50% di semola di grano duro molita a pietra, acqua, olio extravergine d’oliva, lievito di birra, sale.
Concludiamo in bellezza con Ciccio passami l’olio, che si trova in via Castrofilippo, 4. Nei pressi di Piazza Magione, storica piazza di Palermo situata nel quartiere della Kalsa, si tratta di una pizzeria che ha sposato totalmente il concetto di pizza come  pasto completo. In questo grazioso e luminoso locale, tutto è a base di pizza, anche i dolci. Ma, il suo cavallo di battaglia è la mozzarella di bufala D.O.P., ingrediente con cui propone una varietà di ben 18 pizze, sfiziose e, senza dubbio, parecchio invitanti. Qui, viene curato ogni dettaglio e nulla viene lasciato al caso, e si parte sempre dalla “base”. La “base” della pizza, infatti, è composta da un impasto speciale, fatto con farine selezionate, a scelta tra quella di kamut o di Tumminia. Con questo breve elenco, che non vuole essere assolutamente esaustivo, ma che vuole darvi giusto qualche suggerimento, speriamo di esservi stati, in qualche modo, d’aiuto! Perché, come diceva Pino Daniele “fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà”.