Finocchi a la besciamella

Oggi vi proponiamo una deliziosa ricetta, ovvero i "finocchi a la besciamella", scritta in lingua siciliana e tradotta sia in italiano che in inglese, tratta dal libro "Sicilia e le isole in bocca" di Antonio Cardella.

Pigghiati tri finocchi nun tantu grossi, puliziatili a duviri lavannuli e livannuci li pidicudda e li fogghi cchiù duri.
Jttatili dintra ‘na pignata cu acqua salata e facitili cociri. Cotti chi sunnu sculatili, asciucatili e tagghiatili a feddi. Pigghiati ‘sti feddi e sistimatili dintra ‘na tegghia ‘mburrata e bedda cavuda. Priparativi ‘na besciamella cu 60 grammi di burru, 50 grammi di farina bianca, mezza cipudduzza, mezzu litru di latti, ‘n’anticchia di sali, pipi e nuci muscata. A besciamella pronta, jttaticilla di supra saliannuci un pugnu di parmiggianu grattuggiatu e supra a chistu qualchi nucidda di burru. A ‘stu puntu ‘nfurnati e aspittati.
Lu restu è cosa vostra.
Finocchi alla besciamella
Eretta nella seconda metà del ‘400, S. Maria della Catena conserva il fascino della raccolta religiosità medievale, pur respirando già aria di Rinascimento. Erta la scalinata, si accede all’interno da un portico a tre archi, impreziosito da bassorilievi di Vincenzo Gagini.  Poi le tre navate: a costoloni la centrale, le laterali a botte, separate da preziose colonne rinascimentali. Affacciata sull’antico porto di Palermo (La Cala), la Chiesa fu testimone di tutte le vicende della città e vide certamente passare, sul suo cavallo bianco, quel Giuseppe D’Alesi, singolare figura di capopopolo che, alla testa dei suoi “conciari” e dei pescatori della Kalsa, guidò il popolo alla rivolta nei memorabili sette giorni dell’agosto 1647. Dal 15 al 22, una popolazione sfinita dalla fame e dalle epidemie, travolse il potere Vicereale dell’ottuso e pavido Los Velez, prendendosi, armi in pugno, ciò che aveva invano reclamato da tempo. La rivolta sarà, alla fine, repressa e le teste mozze di Giuseppe D’Alesi, del fratello Francesco e di altri protagonisti della vicenda, finiranno sulle picche o addirittura sui balconi dell’ambigua e impietosa nobiltà palermitana. Prima di lasciare S. Maria della Catena, per addentrarci nella via Alloro, vogliamo segnalarvi due “contorni” da cucina “baronale”: questi “finocchi alla besciamella” e i “carciofi con maionese”. Cuocete in acqua salata 3 finocchi piuttosto piccoli, avendo cura di lavarli bene, di togliere il torso e le foglie esterne più dure. Scolateli, asciugateli e tagliateli a fette. Disponeteli in una pirofila ben unta di burro fuso, e versatevi sopra una besciamella preparata con 60 gr. di burro, 50 gr. di farina bianca, mezza cipollina, mezzo litro di latte, sale, pepe, un’idea di noce moscata. Spolverizzate sulla superficie qualche pezzetto di burro e infornate.
Fennel with béchamel
Built in the second half of the 15th century, the curch “S. Maria della Catena” still keeps the fascinating atmosphere of the medieval religious sense, even if already influenced by the Renaissance. A steep flight of stairs, then a fine porch with three arches enriched with bas-reliefs by Vincenzo Gagini and finally you enter the church which has a nave with a rib-vault and two side-aisles with semicircurlar vault, separated by fine columns of the Renaissance. Overlooking the ancient harbor of Palermo called La Cala, the church has been witness to all fortunes of the city and surely saw Giuseppe d’Alesi riding his white horse. He was a peculiar demagogue that at the head of his “tanners” and of the fishermen of the Kalsa lead a popular rebellion during unforgettable seven days of August 1647. From the 15th to 22nd of that August the people, exhausted by famine and epidemics, overthrew the dull and cowardly Viceroy Los Velez and by force of arms took hold of what they had vainly claimed long since. In the end the rebellion was suppressed and the cut-off heads of Giuseppe d’Alesi, of his brother and of other leaders of those events were put on lances and even kept on the balconies of the ambiguous and unmoved nobles of Palermo. Before leaving “S. Maria della Catena” to enter Via Alloro, we will give you two recipes typical of the baronial cooking. Cook 3 small bulbs of fennel in salted water after rinsing them well and removing the outer tough leaves and the stalk. Drain and pat them dry, then slice them. Put the fennel in a flame-proof dish greased with melted butter, pour onto a béchamel sauce prepared with 60 gms. of butter, 50 gms. of flour, ½ new onion, ½ litre of milk, salt, pepper , a hint of nutmeg. Sprinkle some grated parmesan and dot the surface with flakes of butter, then cook in the oven.